La Legge 690 del 1978 era una disposizione italiana che disciplinava la commercializzazione dei prodotti preimballati. Questa legislazione si proponeva di regolare l'etichettatura, la presentazione e la promozione dei prodotti preimballati per assicurare che le informazioni fossero precise e non fuorvianti, proteggendo così i diritti dei consumatori.
Un elemento chiave di questa legge consisteva nell'obbligo di indicare in modo chiaro e leggibile sul packaging il peso netto, il volume o la quantità del prodotto contenuto, permettendo ai consumatori di sapere esattamente cosa stavano acquistando. Le informazioni dovevano essere presentate in modo che non potessero essere facilmente fraintese o mal interpretate.
In aggiunta, la legge prevedeva specifiche tolleranze per le discrepanze tra la quantità dichiarata e quella effettiva del prodotto, stabilendo che queste variazioni dovessero mantenersi entro limiti ritenuti accettabili da ulteriori regolamenti. Ciò era fondamentale per prevenire pratiche commerciali ingiuste e assicurare un'equa competizione tra i produttori.
La Legge 690/78 è stata in seguito revocata e rimpiazzata da normative successive che hanno proseguito nell'affinare e aggiornare le norme relative a preimballaggio ed etichettatura, in conformità con le direttive europee e le nuove esigenze del mercato. Questi aggiornamenti hanno mirato a sincronizzare le leggi nazionali con gli standard globali per facilitare gli scambi commerciali e salvaguardare i consumatori in un contesto sempre più globale e interconnesso.